Il contratto di somministrazione di lavoro è uno strumento importante per la flessibilità organizzativa delle imprese, ma oggi presenta profili di rischio sempre più rilevanti.
Accanto alle ipotesi di somministrazione irregolare (violazioni formali o di legge), sta assumendo crescente importanza la nozione di somministrazione abusiva, che riguarda l’uso prolungato dell’istituto per coprire esigenze stabili dell’impresa, con possibile elusione del principio secondo cui l’assunzione diretta costituisce il normale rapporto di lavoro.
Particolarmente delicato è il tema dello “staff leasing” (somministrazione a tempo indeterminato con invio in missione a tempo indeterminato), istituto che una parte della giurisprudenza mette in discussione ritenendolo non conforme al requisito della temporaneità contenuto nella Direttiva 2008/104/CE.
Le conseguenze possono essere significative: costituzione del rapporto di lavoro in capo all’impresa utilizzatrice, rivendicazioni economiche anche a distanza di molto tempo, con un impatto economico e organizzativo rilevante per l’utilizzatore.
Per questo motivo, alle imprese è oggi richiesto un approccio più consapevole: non basta rispettare i requisiti formali della somministrazione, ma è necessario gestire in modo strategico durata, continuità e motivazioni del ricorso al lavoro somministrato da un’Agenzia.
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